Concessionari della riscossione in uscita presentano il conto ai comuni


La fine di un rapporto professionale è spesso fonte di contenzioso nel momento in cui si deve procedere al passaggio delle consegne e mai come nella riscossione delle entrate l’operazione si presenta complessa. È quanto sta accadendo nei comuni dopo l’esaurimento dell’ultima proroga scritta nel dl 193/2016. La nascita della nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione ha di fatto decretato la soppressione di Equitalia ma anche di tutte le proroghe degli affidamenti che continuavano dal 2006. Tra questi rientrano le attività che i comuni hanno affidato alle società cosiddette scorporate, vale a dire quelle che non erano state acquisite da Equitalia e che continuavano le attività dell’esattore precedente acquisendo il pregresso e garantendo la riscossione coattiva futura mediante ingiunzione fiscale All’epoca, le società scorporate sottoponevano ai comuni un’apposita convenzione nella quale, spesso, si riprendevano le regole relative all’aggio e alle spese di procedura proprie del ruolo. Raramente trattavano il tema delle inesigibilità. In questa fase si assiste alla presentazione di comunicazioni di inesigibilità sulla falsariga del modello nazionale dell’Agente della Riscossione. In tal caso le cose da sapere sono che: ai concessionari minori non è applicabile la disciplina delle inesigibilità propria delle cartelle di pagamento (articoli 19 e 20 del d lgs 112/99) […]

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