La quota variabile Tari si applica sulle seconde case. Nuove precisazioni sui rimborsi


Nuova interpellanza sulla quota variabile Tari. Le questioni sollevate nei giorni scorsi continuano ad alimentare il dibattito alla ricerca di soluzioni certe. Oggetto del nuovo quesito è l’ulteriore effetto che poteva rischiare di produrre la soluzione della quota variabile unica, nel caso in cui una stessa famiglia possieda nel Comune due abitazioni di cui una sfitta. Il Ministero, con la circolare n. 1/DF del 20 novembre 2017 della Direzione Legislaz. Tribut. e Federalismo  Fiscale,  ha subito chiarito che ad ogni singola utenza corrisponde una autonoma obbligazione tributaria. La quota variabile, infatti, dovendo essere calcolata per ciascuna utenza, va considerata tante volte quante sono le utenze possedute dal nucleo familiare. Pertanto, nel caso riportato nella circolare di una famiglia composta da quattro persone, che detiene nel medesimo comune due immobili utilizzati come utenza domestica, di cui uno di 100 metri quadri e l’altro, non locato, di 80 metri quadri, la quota variabile è dovuta sia per l’immobile di 100 metri quadri che per quello di 80 metri non locato. La presenza di arredo oppure l’attivazione anche di uno solo dei pubblici servizi di erogazione idrica, elettrica, di calore, di gas, telefonica o informatica, costituiscono presunzione semplice dell’occupazione o conduzione dell’immobile e […]

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