Le società a partecipazione pubblica possono fallire


La Sez. I della Cassazione, con la sentenza n. 3196/2017, è intervenuta a decidere sul ricorso proposto da una società in house di un Comune, la quale ha sostenuto la propria non assoggettabilità alla Legge Fallimentare, trattandosi di organismo pubblico per effetto dei decreti legislativi n. 50/2016  e n. 175/2016. Il Collegio ha ritenuto di doversi uniformare alla precedente pronuncia n. 22209/2013, ribadendo il principio secondo cui “in tema di società partecipate dagli enti locali, la scelta del legislatore di consentire l’esercizio di determinate attività a società di capitali, e quindi di perseguire l’interesse pubblico attraverso lo strumento privatistico, comporta che queste assumano i rischi connessi alla loro insolvenza,  pena la violazione dei principi di uguaglianza e di affidamento dei soggetti che  con esse entrano in rapporto ed attesa la necessità del rispetto delle regole della concorrenza, che impone parità di trattamento tra quanti operano all’interno di uno stesso mercato con identiche forme e medesime modalità.” Tale principio risulta suffragato dal contenuto dell’art.  14, del d. lgs. n. 175 il quale, prendendo atto di un indirizzo maturato nella giurisprudenza concorrente, ha a sua volta precisato che “le società a partecipazione pubblica sono soggette alle disposizioni sul fallimento e sul concordato […]

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