Ai fini dell’ICI il Comune deve provare lo svolgimento di attività diverse dal culto


Sul ricorso per Cassazione del Comune di Roma (ora Roma Capitale) avverso la sentenza della CTR Lazio relativa ad AVVISI DI ACCERTAMENTO ICI ANNI 2005/2007 per alcuni immobili di proprietà di una Congregazione Religiosa,  in merito ai quali era stata riconosciuta la esenzione del tributo ai sensi dell’art. 7 del decr. legisl. n. 504/1992, la Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 17250/2019, ha rigettato il gravame. Il Comune ha sostenuto, fra i vari motivi, la erroneità della pronuncia CTR che non aveva considerato l’onere a carico del contribuente di provare il possesso di tutti i requisiti per beneficiare dell’esenzione e per non avere tenuto conto del fatto che alcuni degli immobili erano destinati ad ospitare ministri religiosi ed altri alla produzione zootecnica agricola, per cui non sarebbe stato possibile per essi beneficiare della relativa esenzione. La Suprema Corte ha rilevato che non si è di fronte ad una violazione del riparto dell’onere della prova, avendo la CTR implicitamente posto a carico della contribuente tale obbligo dal momento che la maggior parte degli immobili era accatastata sub E/7 e per gli altri la destinazione al culto emergeva dai documenti (perizie giurate, attestati ministeriali, planimetrie ed attestasti dei religiosi) prodotti dalla Congregazione, […]

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