La maggiorazione dell’imposta di pubblicità è dovuta per i grandi cartelli


La Corte di Cassazione, con la sentenza n.30051/2018 della Sezione V Civile, ha respinto il ricorso proposto da una società pubblicitaria avverso la sentenza della CTR Lombardia relativa ad un AVVISO DI ACCERTAMENTO PER IMPOSTA DI PUBBLICITA’ emesso dal Comune di Milano, eccependo la errata metodologia di calcolo del tributo, in violazione dell’art. 12, comma 4, del decr. legisl. n. 507/1993 che concerne le maggiorazioni applicabili ai cartelli pubblicitari in relazione alle dimensioni degli stessi. La Suprema Corte ha ritenuto di uniformarsi alla giurisprudenza di legittimità formatasi, ribadendo il principio secondo il quale in tema di ICP la superiore tariffa prevista per le superfici di  certe dimensioni è legata alla maggiore efficacia pubblicitaria dell’intero messaggio, precisando che, per le superfici comprese tra mq 5,5 e mq 8,5 la tariffa base  vada maggiorata  del 50 per cento e per le superfici superiori ai mq 8,5 la maggiorazione debba essere del 100 per cento. La interpretazione di tale disposizione va intesa nel senso che, dipendendo la maggiorazione dalla maggiore attitudine propagandistica del mezzo pubblicitario, la tariffa più alta debba riferirsi al messaggio nella sua interezza : pertanto, è la totalità della superficie che va maggiorata, e non le sue singole parti eccedentarie, […]

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